Il corso è strutturato come un gruppo di lettura e prevede due incontri, distribuiti su altrettanti mesi, durante i quali, sotto la guida di Raffaella Lops, saranno approfonditi i seguenti due libri: "Le cose che non diciamo", di Elisabeth Strout, edito da Einaudi (2026) e "Il mio vero nome è Elisabeth", libro di esordio di Adèle Yon, edito da Neri Pozza (2026) e caso letterario in Francia.
Artie Dam è l'insegnante che tutti vorrebbero: accogliente, gioviale, devoto ai suoi ragazzi. Eppure, dietro una vita scandita dalle lezioni, le gite in barca a vela e le serate ad ammirare la baia del Massachusetts, si nasconde un'ombra insondabile. Quando la solitudine crescente e un'America sempre piú divisa incrinano la superficie delle cose, i segreti protetti per decenni iniziano a cedere. Con “Le cose che non diciamo” Elizabeth Strout apre la porta su un nuovo cui si sente perduto, scopre la vastità dell'animo umano.
Romanzo famigliare, atto di resistenza, gesto di riparazione, tributo alla memoria, grido di rabbia, inchiesta sociale, manifesto femminista, storia della malattia mentale, true crime: Adèle Yon ha scritto tutto questo in un solo libro, "Il mio vero nome è Elisabeth", che è un’autentica rivoluzione. Attraverso la voce della narratrice, gli archivi e le interviste, prende forma la storia della bisnonna dell'autrice, Elisabeth detta Betsy, diagnosticata come una schizofrenica negli
anni cinquanta. Un'indagine a ritroso sulla malattia psichica, sulla cura e sull'internamento, raccontata attraverso la lente della partecipazione personale.
Obiettivo del corso è approfondire il legame tra la lettura e la narrazione di sé: parlare di un libro, parlarne davvero, e farlo con altri, equivale a dire qualcosa di profondo su se stessi, sulle proprie relazioni, sul rapporto con i ricordi e con il presente. La lettura dei testi e le attività proposte durante gli incontri agevoleranno l’emergere di riflessioni personali nei partecipanti e permetteranno di costruire un'esplorazione comune nel corso del dibattito in classe.