Il ciclo La cura dei luoghi esplora gli spazi fondamentali in cui si esprime l'esperienza umana — casa, ospedale, scuola, carcere e parco — come ambienti che non si limitano al loro scopo funzionale e sociale, ma contribuiscono a modellare identità, relazioni, salute e benessere collettivo. Attraverso prospettive storiche, architettoniche, urbanistiche e culturali, il percorso mostra come la qualità degli spazi influenzi profondamente i modi di abitare e coabitare, curare, educare e rieducare. Comprendere la dimensione simbolica e materiale dei luoghi significa acquisire strumenti critici per progettare ambienti più inclusivi, umani e sostenibili.
Luca Molinari ripercorre l’evoluzione del concetto di domesticità nel Novecento fino alle trasformazioni contemporanee, mostrando come la Casa sia uno spazio in continuo mutamento tra dimensione intima e apertura al mondo. Dalla ridefinizione del vivere domestico nel secolo scorso alle nuove forme di abitare emerse durante la pandemia, la casa viene letta come soglia simbolica tra interno ed esterno, tra protezione e relazione. L’analisi di esempi emblematici dell’architettura moderna – da Le Corbusier a Mies van der Rohe - evidenzia come l’ambiente domestico sia oggi sempre più fluido, in grado di ridefinire il rapporto tra individuo, famiglia e società.
Valerio Miselli analizza l’Ospedale nella sua evoluzione storica, dai luoghi di assistenza caritatevole medievali al complesso sistema sanitario contemporaneo. Attraverso testimonianze letterarie e casi contemporanei si analizzano i passaggi rituali dell’ospedalizzazione, il ruolo dei corridoi e delle sale d’attesa come spazi di comunicazione e attesa, e le criticità organizzative spesso date per scontate. Il tema dell’umanizzazione delle cure, della sicurezza, della centralità del paziente e del rapporto tra natura e guarigione evidenzia la necessità di ripensare l’ospedale non solo come luogo di trattamento, ma come ambiente di accoglienza, relazione e dignità.
Letizia Caruzzo in Scuola ripercorre l’evoluzione dell’edilizia scolastica dal secondo dopoguerra a oggi. Partendo dalla produzione standardizzata degli anni Sessanta in Italia, spesso funzionale ma povera di qualità architettonica e relazione con il contesto urbano, vengono messi a confronto modelli diversi, tra cui spicca l’esperienza della Rinnovata Pizzigoni di Milano, centrata su didattica attiva e spazi flessibili, oltre alle concezioni di architetti quali Guido Canella, Aldo Rossi, Francis Kéré. In dialogo con le linee guida del PNRR e con la visione di Renzo Piano della scuola come presidio civico e luogo di comunità, emerge il principio secondo cui la qualità dello spazio educativo incide direttamente sulla qualità dell’apprendimento e della vita collettiva.
La lezione di Valeria Verdolini analizza il Carcere come spazio che riflette il rapporto tra pena, diritti e funzione rieducativa, mettendo in luce le contraddizioni del sistema penitenziario contemporaneo, segnato dal problema del sovraffollamento e dalle richieste di maggiore sicurezza sociale. A partire dalle riflessioni illuministe contro pene crudeli e dalle analisi sociologiche sulle “istituzioni totali”, il carcere viene letto come ambiente che incide profondamente sull’identità della persona detenuta, attraverso pratiche di controllo, spersonalizzazione e separazione dal mondo esterno. Il percorso interroga inoltre le riforme che hanno superato modelli custodialistici, come gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, e il dibattito sul cosiddetto populismo penale, evidenziando la tensione costante tra funzione punitiva, dignità della persona e reinserimento sociale.
Elena Granata ricostruisce l’evoluzione del Parco, da riserva di caccia medievale a bene collettivo e infrastruttura urbana fondamentale, mostrando come il concetto di verde pubblico nasca nell’Ottocento come risposta all’industrializzazione e all’inquinamento delle città. Dai primi parchi pubblici europei ai grandi modelli urbani come quelli ottocenteschi, il parco diventa “polmone verde” delle città, spazio di socialità e rigenerazione fisica e psichica. Il percorso mette in luce il valore del verde per la salute, la qualità dell’abitare e l’adattamento climatico, richiamando principi contemporanei come la necessità di garantire e rendere accessibile la natura di prossimità. Il parco emerge così come luogo di equilibrio tra dimensione pubblica e bisogno di ritiro, tra progetto umano e processi naturali, elemento essenziale per città più sane, inclusive e resilienti.